The Rising Sun Arts Centre – Vinyl Club

In un mondo dove esistono più leoni da tastiera che leoni nella savana le seguenti parole mi hanno alquanto attratto: “…Come and relax at Vinyl Club, as we peacefully and silently listen to two records back – to – back in their fully intended glory, Each month someone brings two records to listen to, this is followed by a short discussion…”

Viviamo in un pianeta dove, per chi ha la fortuna di far parte del “mondo civilizzato”, è possibile avere sul cellulare di ultima generazione in un album in meno di cinque minuti.

La scoperta, l’acquisto e l’ascolto sebrano quasi dei riti per una ristretta cerchia.

Sono venuto a conoscenza del The Rising Sun Arts Centre durante una serata parlando con della gente.

Non vi nascondo che le aspettative non erano poche , ma avrei dovuto tenere a mente quello che i Dark Tranquillity citano nel brano Misery Crown: “If there was something out there / I have learned not to expect

Adesso entriamo nel vivo di quella che è stata la mia esperienza.

1Recatomi al The Rising Sun Arts Centre mi sono sentito come in una sorta di circolo, una sorta di Arci d’oltremanica, chiedo informazioni al tipo dietro al bancone del vinyl club e mi indica una porta, varcata la quale mi trovo in uno stanzone con delle sedie e un paio di divani, più quella che sarà la strumentazione che ci consentirà di apprezzare al meglio i dischi.

Mi presento alle uniche due persone.

Dopo i brevi convenevoli di presentazione mi compro una birra e mi accomodo su una sedia, mi rilasso e spengo il cellullare.

Poco dopo quello che è l’organizzatore ci informa che il primo disco che andremo ad ascoltare è: Led Zeppelin IV.

2Ooh, it makes me wonder”

A distanza di anni dal mio primo ascolto di questa opera d’arte, le emozioni sono sempre grandi se non amplificate; durante l’ascolto mi sono ritrovato a chiudere gli occhi e viaggiare con i ricordi che riaffioravano vividi come non mai: un ragazzo che con un timore quasi reverenziale, faceva scivolare il cd nello stereo per poi essere immerso dalla magia che solo poche band hanno saputo regalare.

Mentre Zoso gira sul piatto, siamo interrotti dall’arrivo di una nuova partecpante.

Quando il disco degli Zeppelin finisce, non abbiamo il tempo di assimilare la musica (ri) ascoltata che subito si passa al nuovo vinile, questa volta è il turno del Greatest Hits di Paul Simon.

3You know the nearer your destination
The more you’re slip slidin’ away

Devo confessarvi che non ho alcuna conoscenza riguardo all’artista succitato , però c’è sempre un però, durante i cinquanta minuti mi sono piacevolmente ritrovatpo nell’apprezzare alcuni brani. Paul Simon rimane, quella che viene definita quì not my cup of tea, ma un giorno se dovessi riascoltare in radio brani quali: Slip Sidin’ Away, Duncan, Mother And Child Reunion e Take Me to the Mardi Gras, beh non sarò io quello a cambiare stazione.

Conclusasi l’esperienza folk di Simon, ero pronto  discutere dei dischi ascoltati…e invece nulla.

“L’organizzatore” guardando l’orologio, a mio parere con un aria alquanto scocciata, ci avverte che abbiamo il tempo di ascoltare un solo lato di un nuovo disco.

Di scena questa volta è l’artista africano Hugh Masekela.

4.jpgPerhaps is not proud of many conditions in his country; but he is proud of his people and their unquenchable thirst of life, its joys and its natural pleasures. What permeates the very marrow of , South Africa – Mbaganga, pulsating, driving and irresistible.”

Il suo mix di jazz, blues e itmi tribali è una più che piacevolissima rivelazione e il tempo rimastoci non è stato clemente con un artista che vorrò sicuramente approfondire.

La puntina si solleva dal piatto dopo venti minuti scarsi, rimango a bocca asciutta perchè avrei voluto ascoltare di più, ma ciò non è stato.

Organizzare un incontro dove si ascolta della musica in pieno relax non è cosa di tutti i giorni, il pregio di questa esperienza è stato quello di portare e riportare l’ascoltatore quasi alle radici dell’ascolto stesso, quando il semplice acquisto di un album era, e per alcuni ancora lo è, un momento da ricordare, oerchè ogni disco ti fa rivivere un momento della tua vita.

Quello che mi ha deluso profondamente è stato il non confronto, ero desideroso finalmente di acquisire nuove conoscenze musicali, le opinioni un un album vitale per chi si definisce amante della musica , e ungiudizio sui due artisti più o meno conosciuti.

Potrò sembrare cattivo agli occhi di alcuni lettori ma scambiare qualche idea, così molto velocemente su chi dei presenti avesse un account Spotify non è il massimo della vita, e ripeto, specialmente dopo aver letto l’esposizione di quella che sarebbe dovuta essere la giornata.

Fermo restando che è una situazine che consiglierei a tutti di provare, perchè è giusto che ogniuno abbia le propie idee a riguardo, ma se dovessi trarre le mie conclusioni me ne sarei stato a casa, è stata una di quelle esperienze che potevano essere ma non sono state.

Sarà stata colpa del cattivo tempo, una sfiga pazzesca oppure colpa della luna che forse è troppo vicina alla terra? Io non lo so. La colpa morì fanciulla.

p.s: Ecco dove si è svolto il tutto e per chi volesse appronfondire http://www.risingsunartscentre.org/

 

 

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